Reparto di Maternità / Unità di Neonatologia

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Il reparto di maternità conta all’incirca 300 parti l’anno ed è conosciuto ed apprezzato dalla popolazione per l’ambiente familiare e cordiale che lo caratterizza.

Alle donne in gravidanza è fornita una completa assistenza, offrendo loro la possibilità anche di un parto ambulatoriale.

Un’attenzione particolare è data all’allattamento che viene seguito sia durante la degenza che al rientro al domicilio con la possibilità di farsi consigliare in modo ambulatoriale.

Consulenza “mamma Bambino”
Servizio momentaneamente sospeso.

Quando è il momento di entrare in clinica?

  • Se durante un’ora le contrazioni si presentano regolari ogni 5 / 10 minuti
  • Se si rompono le acque
  • In caso di perdita di sangue

In ogni caso, per dubbi o incertezze potete rivolgervi al nostro centralino che vi metterà in contatto con una levatrice o un’infermiera.

Cosa deve portare la mamma clinica?

  • Camicie da notte, pigiami, indumenti comodi possibilmente di cotone;
  • Mutande e 2 reggiseni per l’allattamento;
  • Vestaglia ed accappatoio;
  • Tuta da ginnastica;
  • Pantofole;
  • T-Shirt per il travaglio (ev. anche per il partner);
  • CD, cassette musicali per il parto;
  • Il necessario per la toeletta personale;
  • Libretto di famiglia o documenti dello stato civile (per sposati in svizzera);
  • Certificato di matrimonio e fotocopia permesso di soggiorno (per sposati all’estero);
  • Passaporto per le nubili o carta d’identità ed eventuale riconoscimento di paternità;
  • Tessera di gruppo sanguigno;
  • Eventuale passaporto allergico.

Cosa serve al vostro bambino?

Durante il vostro soggiorno gli indumenti sono forniti dalla clinica.

Per il ritorno a casa:

  • Body o camicia e mutandine in cotone;
  • 1 tutina o un completino;
  • 1 paio di calzine o babbucce;
  • 1 copertina;
  • 1 Port-enfant o carrozzina.

Durante il soggiorno in clinica vi sono degli orari che preghiamo di fare rispettare ai vostri parenti ed amici in modo da avere più tempo da dedicare a voi stesse ed al vostro bambino.

Corso di preparazione al parto

Vi consigliamo vivamente di frequentare un corso pre parto in quanto utile sotto ogni aspetto, e gestito da persone estremamente competenti. Il parto è un evento unico sotto ogni punto di vista, in questo corso verrete informati sui processi fisiologici della gravidanza, del parto e del dopo parto; vi verranno date informazioni su come prepararvi in modo attivo alla nascita del vostro bebè e avrete la possibilità di scambiarvi gioie, ansie, esperienze e sensazioni con altri futuri genitori.

Se siete interessati, mettetevi in contatto (per motivi organizzativi entro la 16.ma settimana di gravidanza) al recapito da noi consigliato:

Manuela Zanini-Liedtke

Levatrice
V. Cantonale
6576 Gerra G.
Tel: 091 794 14 30
Natel: 079 444 18 35

 

Ginnastica post parto durante la degenza

Le nostre fisioterapiste offrono giornalmente una lezione di ginnastica post-parto. Durante la lezione il vostro bimbo verrà sorvegliato dall’infermiera responsabile.

Molte donne riescono, se ben preparate, a controllare l’ansia e la paura legate al parto ed a controllare la percezione del dolore durante il travaglio. Per altre donne invece il dolore può rappresentare una difficoltà in più e un motivo di ridotta serenità al momento del parto stesso. Per queste donne è possibile usufruire dell’analgesia epidurale, che permette loro di controllare efficacemente il dolore partorendo in modo naturale e spontaneo.
L’ANALGESIA EPIDURALE
L’analgesia epidurale è la tecnica più sicura ed efficace per controllare il dolore del travaglio e del parto. Essa determina in pochi minuti la scomparsa del dolore, lasciando inalterate tutte le altre sensibilità compresa quelle delle contrazioni uterine che continuano ad essere percepite in modo meno doloroso. La forza muscolare non viene diminuita, per cui la partoriente mantiene in pieno la capacità di eseguire gli sforzi espulsivi, ed il parto avviene con la piena partecipazione della futura mamma.
CHE COS’È L’EPIDURALE?
L’analgesia epidurale viene eseguita da un medico anestesista esperto in questa tecnica. Consiste nell’ introduzione attraverso un ago, a livello della regione lombare, di un sottilissimo tubicino di plastica (cateterino) che viene posizionato a circa 4-5 cm sotto cute, a livello dello spazio epidurale. Questo spazio è formato dal tessuto grasso adiacente alle fibre nervose che trasmettono il dolore del travaglio. Attraverso il cateterino si somministra la soluzione analgesica. La procedura richiede pochi minuti ed è eseguita in anestesia locale. Il cateterino, fissato con un cerotto dietro la schiena, permette alla partoriente qualsiasi movimento, e si può rifornire in qualsiasi momento, in modo tale da controllare il dolore per tutta la durata del travaglio e del parto senza dover ricorrere ad altre punture.
QUANDO VIENE PRATICATA?
L’analgesia epidurale viene richiesta di solito dalla partoriente durante o all’inizio del travaglio, ma può essere eseguita solo dopo una valutazione delle condizioni ostetriche da parte del ginecologo. L’intolleranza al dolore, o il timore dello stesso, durante il parto fisiologico è il motivo di richiesta spontanea più frequente da parte delle partorienti e costituisce la prima indicazione per l’analgesia epidurale; può essere anche richiesta dal ginecologo stesso nel caso di alcune malattie quali il diabete, l’ipertensione, l’epilessia, la grave miopia con precedente distacco di retina, in quanto permette una riduzione dei rischi che, in questo casi possono essere connessi al parto. Vi sono condizioni ostetriche che si possono verificare durante il travaglio che possono indurre un ritardo nell’esecuzione dell’epidurale.
COME SI PRATICA UN’ANALGESIA EPIDURALE
La donna viene posizionata seduta o di fianco su un lettino rigido con la schiena incurvata in avanti a formare un arco. L’anestesista individua lo spazio compreso generalmente fra la terza e la quarta vertebra lombare (circa all’altezza dei fianchi) ed in tale punto effettua una piccola iniezione di anestetico locale. Resa così insensibile la cute, l’anestesista introduce l’ago da epidurale. Attraverso questo viene fatto passare un sottile tubicino di plastica, il cosiddetto catetere epidurale che rimane, una volta rimosso l’ago, nello spazio omonimo per tutto il tempo del travaglio e che non provoca alcun fastidio alla donna poiché viene fissato con del cerotto dietro la schiena così da consentirle qualsiasi movimento. Il catetere può essere collegato ad un sistema di infusione continua che inietta nello spazio epidurale una quantità prestabilita dei farmaci scelti per l’analgesia, oppure può essere utilizzato per somministrazioni ripetute di farmaci senza ricorrere ad altre punture.
Di norma, per le basse dosi di farmaco utilizzate l’innervazione motoria dei muscoli del canale del parto e degli arti inferiori non è coinvolta e quindi è conservata la motilità permettendo in genere alla donna di muoversi.
In circa 15-20 minuti dal momento dell’iniezione dei farmaci analgesici si ottiene un iniziale sollievo del dolore della durata di circa 60-120 minuti; successivamente il dolore può essere controllato mediante la somministrazione dei farmaci analgesici a boli o in infusione continua.
POSSO RICEVERE UN’EPIDURALE?
L’analgesia epidurale può essere ricevuta dalla grande maggioranza delle partorienti. Vi sono però alcune condizioni in cui non è possibile eseguirla, come nel caso di gravi malattie emorragiche o in partorienti sottoposte a terapie anticoagulanti, infezioni generalizzate con febbre